Wearable tra moda e tecnologia

Quando la moda smette di essere solo tessuto e diventa interazione ed espressione delle emozioni in tempo reale nasce: Wearable tra moda e tecnologia

l’articolo di oggi è dedicato a tre progetti nati in collaborazione con emotionwear.tech già qualche anno fa e che ti propongo perché il tema wearable è sempre più presente nei miei progetti tecnologici.

Ci sono progetti che nascono per aggiungere tecnologia a un abito.

E ci sono progetti che partono da una domanda diversa:

che cosa succede quando il vestito diventa interfaccia?

I tre capi che raccontiamo in questo articolo appartengono a questa seconda categoria.

Sono esempi concreti di come elettronica, fabbricazione digitale e fashion design possano convivere nello stesso oggetto: un abito da indossare.

La filosofia di progetto che emotionwear mette in ogni progetto è usare luce, sensori e materiali per trasformare il corpo in un mezzo di comunicazione non verbale.

Dietro questi progetti c’è una collaborazione che mette insieme competenze complementari: progettazione fashion, sviluppo elettronico, digital fabrication e sperimentazione sul comportamento dei materiali applicati all’abbigliamento.

C’è un confine sottile, e per me sempre più affascinante, tra un circuito che sta su una scrivania e uno che comincia a funzionare e interagire con la persona che lo indossa.

Questo territorio di confine, tra elettronica, tessuto e corpo umano, ha salde radici nel progetto emotionwear.tech, una collaborazione nata dall’incontro di competenze complementari.

Spritz Dress: il wearable diventa esperienza condivisa

A prima vista sembra un abito scenografico:

spritzDress by emotionwear.tech

Il grande sole luminoso sul petto, realizzato con di fibra ottica, brilla di rosso e arancione, i colori della aperol: non è una stampa.

È un erogatore e lo capisci dal sistema di tubazioni integrate che connota il capo in un abito attivo: sta facendo qualcosa.

Spritz Dress è un abito capace di erogare uno spritz preparato in tempo reale attraverso un sistema controllato digitalmente e attivato tramite interazione con il pubblico.

L’esperienza è costruita come un gioco collaborativo: una WebApp propone domande casuali estratte da un pool e il concorrente che risponde correttamente ad almeno il 50% delle domande riceve il cocktail direttamente dall’abito.

Approfondimento tecnico

Dal punto di vista tecnico SpritzDress richiede la gestione contemporanea di più sottosistemi:

  • il controllo degli attuatori per l’erogazione del cocktail;
  • la comunicazione wireless e la WebApp gestita dal microcontrollore;
  • la gestione delle luci in fibra ottica;
  • i sistemi di controllo e sicurezza per chi indossa l’abito;
  •  

Il sole in fibra ottica e led rende l’abito visivamente riconoscibile anche a distanza.

La fibra ottica, a differenza dei LED nudi, non scalda e pesa poco.

È una delle scelte più intelligenti per il wearable destinato a performance pubbliche.

Dal punto di vista ingegneristico il progetto è interessante perché integra più livelli normalmente separati:

  • la vestibilità dell’abito che lo rende adatto a corporature differenti con il medesimo confort;
  • la struttura dell’abito progettata per ospitare componenti elettronici, elementi 3D e sistema di erogazione dei cocktails;

L’elemento centrale vede la luce come parte integrante del materiale progettuale.

Approfondimento concettuale

Spritz Dress lavora su un’idea del wearable in cui l’abito genera una relazione: chi indossa il capo non è più solo performer, diventa parte fondamentale dell’esperienza.

SpritzDress wearable moda e tecnologia

L’interazione, il gioco e il premio finale trasformano il gesto dell’indossare in un evento collettivo.

Chi si avvicina … gioca.

È la gamification applicata alla moda, e funziona perché la posta in gioco è concreta: uno spritz vero.

Led It Beat: visualizzare ciò che normalmente resta invisibile

Led It Beat porta il wearable su un terreno più intimo.

L’idea descritta dal progetto è semplice e potente: una felpa con cappuccio che rileva il battito cardiaco e traduce il segnale fisiologico in luce e colore.

leditbeat - LED IT BEAR

Nelle immagini il risultato è immediato: la luce corre lungo il bordo del cappuccio e crea un’aura luminosa che rende percepibile uno stato interno.

LedItBeat è il progetto che meglio rappresenta l’ambizione di emotionwear.tech di tradurre in luce ciò che di solito rimane invisibile. “LedItBeat è un hoodie con un sensore di battito cardiaco sul polso che monitora chi lo indossa e traduce le emozioni in luce e colore. Usa colori di base: blu per la calma, rosso per la rabbia, viola per la felicità, e un’esplosione arcobaleno quando le emozioni sono in transizione.”

Approfondimento tecnico

La sfida di un progetto di questo tipo parte dal sensore cardiaco e si estende a tutto ciò che avviene dopo:

  • acquisizione del segnale in condizioni di movimento;
  • filtraggio del rumore generato dall’indossabilità;
  • traduzione del dato fisiologico in un linguaggio luminoso leggibile;
  • integrazione energetica e gestione del consumo.

Il valore del progetto è nella pipeline completa: sensore → interpretazione → risposta luminosa.

La stessa realizzazione dell’abito parte con la progettazione digitale del modello realizzata con software open source per la modellistica e prosegue con il taglio laser delle componenti dell’abito.

Lo stile è una reinterpretazione del gothic punk che non trascura l’aspetto fondamentale dell’accogliere l’elettronica facendo si che al contempo sia:

  • invisible come le emozioni; 
  • indossabile: senza impedire movimenti o far sentire la sua presenza;

Il sensore di frequenza cardiaca indossato al polso legge in tempo reale la variazione del flusso sanguigno.

Il microcontrollore: arduino, cuore del sistema, elabora i dati grezzi e li interpreta secondo una mappatura emotiva.

Approfondimento concettuale

La vera sfida è concettuale: a chi appartiene l’informazione che l’abito mostra?

Chi indossa LedItBeat espone il proprio stato emotivo a chi si trova nella stanza.

leditbeat wearable moda e tecnologia

Led It Beat apre una domanda interessante: quanto del nostro stato emotivo siamo disposti a rendere pubblico?

E’ un atto di fiducia in un gesto.

LedItBeat non nasconde le emozioni come fa quasi tutta la moda: le amplifica e le proietta verso l’esterno, rendendo il corpo un pannello di comunicazione non verbale.

L’abito non interpreta verbalmente il battito.

Non dice “sei agitato” o “sei rilassato”.

Lo trasforma in una presenza visiva con una forma di comunicazione che rimane ambigua e proprio per questo più vicina all’esperienza emotiva reale.

Emotional Shirt: il corpo che comunica senza parole

Il terzo progetto mostra un approccio differente: non una funzione spettacolare e fisiologica esplicita, ma un utilizzo della luce come linguaggio incorporato nella struttura del capo.

camicia emozionale - wearable moda e tecnologia

La costruzione dell’abito evidenzia una disposizione radiale dei punti luminosi che si trasforma in una superficie narrativa.

La camicia di seta ospita, sulla spalla, una costellazione di sette componenti luminosi stampati in 3D con pattern geometrico.

È una direzione coerente con la ricerca di emotionwear sugli abiti che comunicano stati ed emozioni attraverso luce, colore e comportamento del capo stesso.

Approfondimento tecnico

Qui la difficoltà progettuale è soprattutto di integrazione:

  • elettronica distribuita senza compromettere vestibilità;
  • dissipazione termica e comfort;
  • cablaggio flessibile;
  • progettazione di pattern luminosi leggibili sul corpo;

quando il circuito entra nel tessuto non può più comportarsi come una scheda elettronica tradizionale: deve piegarsi, deformarsi, accompagnare il movimento.

L’aspetto tecnico più sofisticato è proprio l’integrazione tra stampa 3D e tessuto: gli elementi che ospitano i led sono delle forme geometriche stampate in 3D direttamente sulla seta;

un legame indissolubile tra le emozioni, la loro rappresentazione e la persona che indossa il capo.

Il sensore posturale rileva l’inclinazione e l’orientamento del busto.

La mappatura tra postura e colore è il nodo centrale del progetto: una postura aperta, eretta, proiettata in avanti diventa una combinazione cromatica; una postura chiusa, raccolta, difensiva ne diventa un’altra. 

Approfondimento concettuale

Questo tipo di abito sposta il concetto di moda da “oggetto da osservare” a “sistema che reagisce”.

La luce non è decorazione: diventa un’estensione del linguaggio corporeo.

Un modo per rendere visibili intensità, attenzione, presenza.

Emotional Shirt non inventa un linguaggio nuovo, ne amplifica uno che già usiamo senza saperlo.

emotional shirt rende le emozioni visibili

La direzione della ricerca: dal capo intelligente al capo relazionale

Quello che emerge da questi progetti è l’idea di una moda tecnologica nel senso più innovativo del termine.

La collaborazione con emotionwear.tech mostra una strada diversa: progettare abiti che non aggiungono funzioni al guardaroba, ma introducono nuovi modi di interagire.

Il risultato della collaborazione è una serie di oggetti che appartengono sia alla moda sia all’elettronica: sono mezzo di congiunzione tra moda e tecnologia: esattamente il posto più interessante dove stare.

Emotionwear è sartorialità, fabbricazione digitale, sensori e luce: il wearable smette di essere un gadget e torna a essere ciò che la moda è sempre stata: un linguaggio.

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