Impianto luce MEGA di Pietro

Il gioco di parole nel titolo è un omaggio all’autore Pietro: impianto luce MEGA  il suo impianto domotico usa un Arduino MEGA ed è un mega lavoro, a mio avviso:

impianto luce MEGA montato

Qualche settimana fa Pietro mi ha scritto desctivendosi così:

sono un elettricista e non un informatico, ormai troppo tardi per diventarlo

e mi ha inviato una sua foto:

Pietro

Pietro aveva voglia di condividere il suo progetto con altri appassionati arduino e come elettricista professionista sa dove mettere le mani nel suo impianto.

Realizzazione dell’impianto luce MEGA

Pietro mi ha inviato delle foto del suo impianto e la descrizione che riporto fedelmente:

i punti cardini sono due

  • il software
  • l’hardware

tutti dicono che arduino è una piattaforma per uso hobbistico e non viene presa in considerazione per essere usata in  più campi come l’automazione industriale perché non rispecchia alcuni parametri e norme sulla sicurezza, ma in campo civile va molto bene se si usano i giusti componenti messi al posto giusto e veramente insuperabile.

Nel dettaglio dell’impianto luce mega, realizzato da me, nella foto

impianto luce MEGA cassetta arduino

vede arduino mega fissato con due viti sul fondo della cassetta di derivazione dell’impianto elettrico riservata alla bassa tensione come l’impianto TV, Video citofonico, allarme  e dati che si trova sul pianerottolo della zona notte, sono stati passati dei cavi  schermati che si utilizzano per gli impianti di allarme nello specifico un 2×0,50+4×0,22  che partono da ogni singola cassetta dei pulsanti e vanno a finire tutti in un’altra cassetta di derivazione

impianto luce MEGA cassetta

dove c’è il primo gruppo di relè che comanda i 4 punti luce delle tre camere da letto più una luce di un armadio a muro dove si trova la suddetta cassetta.

impianto luce MEGA cassetta-derivazione

Dalla cassetta del pianerottolo partono quattro cavi di cui due sono di scorta per eventuali ampliamenti e i restanti collegano i relè e i pulsanti ad Aduino Mega, i pulsanti sono collegati con forbox e il pacco relè e stato saldato sempre con uno spezzone dello stesso cavo per rispettare i colori( il cavo bianco che entra in arduino dei pulsanti corrisponde alla sua uscita sempre di colore bianco dei relè e cosi via per il rosso, il verde e il giallo) come puoi vedere nella foto

impianto luce MEGA relay

dove si nota anche le saldature sui 4 pin uniti tra loro che mi danno una buona connessione e un facile inserimento dei cavi, protetti ovviamente da termo-restringente, questo per me è sicuramente la soluzione più adatta per il collegamento di tutte le I/O, non ci si può sbagliare quattro ne entrano e quattro ne escono.

Con lo stesso metodo sono stati passati i cavi di collegamento per il piano terra e per la mansarda.

impianto luce MEGA montato

vedi penzolare un cavo USB che esce dal centralino degli interruttori collegato ad Arduino sito nella cassetta in basso  che utilizzo per modificare l’impianto caricando con il mio portatile la codifica nuova. Per alimentare tutti i relè e Arduino, ho usato un vecchio alimentatore di un fisso in disuso, prelevando la 5v continua che ho collegato sia ai PIN ( + IN e GND) di Arduino che a tutte le alimentazioni dei relè in parallelo, i pulsanti prelevano il Positivo dal pin (+5v out) e sono collegati a massa con la classica resistenza da 1k per attivare i singoli relè.

impianto luce MEGA programma
Passiamo alla codifica, come hai visto io uso scrivere in Ladder Tool che altro non è la scrittura per programmare i PLC della SIMENS S7, ovviamente e stato inserito un nuovo firmware nell’ E quadro Prom di Arduino dell’Autoware.com, che  si comporta come un PLC evitando di scrivere in C++ , e con pochi simboli e una settantina di righe ho realizzato il tutto.

impianto luce MEGA  schema1

Nella prima riga di codice c’è E3.6( Pin 30) che è il pulsante che fisicamente quando sta a riposo e aperto,  il secondo simbolo è chiuso e si riferisce all’uscita del PIN A16.2( Pin 2) il terzo sinbolo anche esso chiuso è un MERKER, quando premo il pulsante chiudo il circuito e l’uscita passa Set  cioè livello alto relè eccitato, nella seconda riga si apre il contatto A16.2  l’uscita rimane alta perché il Merker è ancora a Set, solo nella terza riga quando premo di nuovo il pulsante il MERKER passa a Reset e l’uscita diventa bassa e il relè si diseccita, cosi via per le altre uscite che comandano tutti gli altri relè.


Dopo le righe 33, 34, 35, viene aggiunto un temporizzatore scrivendo altre due righe di codice usando nuovamente un MERKER che passa a Reset dopo un certo tempo inserito da me (w#16#1500) che mi spegne la luce della scala della cantina. impianto luce MEGA schema2
Nella riga 67 ci sono due temporizzatori in cascata che mi comandano le luci esterne il primo sta spento per sedici ore il secondo acceso per otto ciclicamente tutti i giorni.

impianto luce MEGA schema3
La descrizione del progetto impianto luce MEGA di Pietro è benfatta ed adesso avrai chiara la possibilità di utilizzare Autoware Logic Controller per utilizzare arduino come PLC, non ho avuto modo di provare e testare il software utilizzato da Pietro per il suo progetto, tuttavia, Pietro, si è reso disponibile tramite i commenti del blog a fornirti tutte le delucidazioni sul progetto e sui componenti utilizzati.

Buona domotica !!!

Cortesemente, prima di inserire i commenti leggi il regolamento

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95 comments

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  1. Ciao Mauro,
    sono Umberto Talamo, l’autore del software “Autoware Ladder Tool” con il quale è possibile programmare Arduino come se fosse un PLC S7 della Siemens.
    Volevo precisare che il sito della Homotix, del quale hai aggiunto il link, porta una vecchia descrizione del prodotto e un prezzo di listino per la singola licenza che comprende anche AW-SYS che è un simulatore di PLC e impianti a uso didattico (ho già segnalato l’imprecisione al rivenditore). Sul mio sito “www.autoware.com” c’é la descrizione dei due prodotti che vengono venduti in una unica soluzione.
    Inoltre dal mio sito puoi scaricare una versione LITE di “Autoware Ladder Tool” completamente freeware che ti consente di programmare in Ladder e AWL Arduino UNO”.
    Inoltre, il programma scritto in Ladder o AWL viene caricato in Arduino come se fosse uno sketch, direttamente in flash (come un normale sketch di Arduino) , in EEPROM viene caricata, tramite apposita finestra, la configurazione degli I/O. Il software può essere quindi utilizzato con qualsiasi Arduino o compatibile senza modifica alcuna.
    Ti sarei grato se pubblicassi queste precisazioni e se inserissi il link al mio sito al posto di quello della Homotix.
    Grazie
    Umberto

    1. Buongiorno Umberto,
      grazie per la precisazione.
      Lascio il tuo commento in modo che tutti possano leggerlo.

      • Giovanni on 21 gennaio 2017 at 12:32
      • Reply

      sig. umberto talamo
      pubblicizzate un prodotto che non riesco a scaricare da nessuna parte
      compreso vostro sito, registrazione eseguita e mail mai ricevuta

      mi faccia spere per favore

      1. Ciao Giovanni,
        lascio il tuo commento on-line per Umberto, penso si tratti di un problema momentaneo del sito del Sig. Talamo.

    • Roberto on 7 novembre 2014 at 18:35
    • Reply

    Ciao,
    sono anche io un elettricista e installo domotica Bpt. Da poco mi sono appassionato ad Arduino, e lo trovo un ottimo alleato per rispondere ad esigenze mirate spendendo poco. Vorrei sapere quanto posso spingermi utilizzando dei comandi per Arduino che passano in tubazioni con tensione di rete. Avete dei consigli?
    Complimenti a Pietro per la realizzazione del suo impianto, immagino la soddisfazione!

    1. Ciao Roberto,
      pubblico il tuo commento perchè anche Pietro possa darti il suo parere.
      Mi sembra che arduino debba essere certificato perché tu possa installarlo in un impianto di un cliente per poter rilasciare l’attestato di conformità.
      Differente è la realizzazione di un progetto sperimentale o personale in cui non ti occorrono certificazioni.

        • Roberto on 12 novembre 2014 at 21:14
        • Reply

        Ciao Mauro,
        quando dici “debba essere certificato” cosa intendi? Ad esempio marchiato CE o IMQ?
        Nel mio lavoro, che riguarda prevalentemente il settore residenziale, l’ utilizzo di Arduino mi permetterebbe di soddisfare le richieste più disparate in maniera semplice e professionale, ad esempio evitando di costruire insiemi di teleruttori/contattiere o quantaltro per gestire priorità di accensioni o sequenze di termoregolazione. Essendo un mondo scoperto da poco non sono al corrente di come è disciplinato l’ uso di questo potenziale in ambito professionale, ma mi chiedo: e certificarlo a monte? Grazie e complimenti per il sito

        1. Ciao Roberto,
          non sono un esperto di impiantistica e di normative, tuttavia logicamente deduco che non si possa installare in casa di un cliente un circuito o sistema che non possieda le corrette certificazioni previste per legge.
          Mi riferisco banalmente all’attestato di conformità che dovrai rilasciare al cliente che penso non possa essere tale se il sistema venduto non è certificato dal punto di vista delle emissioni elettromagnetiche e simili.
          Immagino che la cosa migliore sia che qualche avvocato che legge il blog ti dia le risposte che cerchi o devi chiedere a qualche esperto in materia legale del tuo settore.

    • primo pazzo on 18 novembre 2014 at 09:18
    • Reply

    Ciao Mauro,
    Ciao Roberto,
    Caro collega, indubbiamente arduino è al top della domotica in casa, come da poco hai potuto constare, il probblema che hai posto si riferisce alla 46/90 per la certificazione degli Impianti Elettrici che comprende la certificazione di tutti imateriali usati, mi sono posto anche io questo problema e per quanto riguarda Arduino non ci sono problemi perchè quelli originali si costano di più ma sono marchiati C E, per i relè invece bisogna trovare dei relè allo stato solido che costano relativamente poco sempre marchiati C E oppure far lavorare arduino con la 5 V e i relè a 12/24 V e magari usare quelli che si vendono nei negozi di materiale elettrico, ovviamente si spenderebbe un pò di più ma sempre meno di quello che hai speso fino a ieri, poi penso che non ci dovrebbero essere altri intoppi per la diffusioni di questa topologia di impianti.
    Comunque un Ingegnere può venirti incontro e spegarti come fare.
    Buon lavoro Pietro.

    • Roberto on 18 novembre 2014 at 22:50
    • Reply

    Grazie Mauro e grazie Pietro,
    siete stati entrambi molto chiari. Al momento continuo a studiare la programmazione dei vari shield per ottenere sistemi performanti, ad esempio GSM e rete…Se ho novità in merito alle normative sarò lieto di informarvi! Mi piacerebbe contattare Pietro per condividere aspetti pratici di installazione. La mia mail penso sia visibile a Mauro.Grazie ancora e buon lavoro.

    • primo pazzo on 19 novembre 2014 at 16:04
    • Reply

    Caro Roberto,
    quando parlo di TOPOLOGIA di impianto mi riferisco all’hardware del sistema che nel nostro caso è la posa in opera di tubazioni sotto traccia per arrivare a tutti i punti luce che formano l’impianto elettrico, bisogna creare un CENTRO STELLA come si fà con le reti LAN in una cassetta con ARDUINO e creare dei NODI in altre cassette dove collegare sia i PULSANTI che i RELE’, tutto questo va ben definiti in fase di progetto per i nuovi impianti per risparmiare tempo e soldi nell’ infilaggio dei fili, in pratica dovresti fare come si fà per gli impinti di ALLARME ne più ne meno, centrale(centro stella), espansione (nodo) per arrivare nei punti più lontani, ho testato personalmente che usando cavo d’allarme 2×0,50+4×0,22 si possono comandare i relè a una distanza da ARDUINO pari a 100 ml senza problemi.
    a presto Pietro

    1. Super tecnico Pietro, grazie mille per il tuo contributo continuo.

    • Roberto on 19 novembre 2014 at 20:07
    • Reply

    Bene. Assieme ad un mio collega stiamo ultimando una villa su tre piani e il cliente non ha voluto nulla di domotico…ora l’ architetto mi ha cambiato un po’ le carte in tavola volendo creare accensioni tipo “scenari”…nooooo problem….abbiamo già risolto il tutto su breadboard, alcune righe di sketch, dei relé con bobina a 5V ed il mitico Arduino Uno. Ho pensato di utilizzare le scatole e le tubazioni riservate alla rete lan per passare i cavi di comando ed installare Arduino nell’ armadio del centralino TV/Sat dal quale prelevo anche l’ alimemtazione dedicata. In alcuni punti però dovrei passare con i pulsanti di Arduino nell’ impianto per raggiungere i punti di comando nelle scatole frutto. Chiaramente posso utilizzare del cavo schermato 2×0.50+4×0.22 ma devo ancora verificare che questo passaggio non mi dia problemi in merito a tensione indotta e relativi falsi comandi verso Arduino.Data la vostra competenza e cordialità vi chiedo se avete suggerimenti. Grazie nuovamente.
    P.S. mi sono preso lo sfizio di verificare la differenza di realizzazione con la domotica che utilizza solitamente la mia ditta….non c’ è paragone economico e di praticità! Grande Arduino!

    1. Ciao Roberto, strano che l’architetto sia stato impreciso abbia cambiato le carte in corso d’opera … Sono l’emblema della precisione ( si sente la nota ironica ? )
      Perdona lo sfogo off topic ma sto ultimando una ristrutturazione in casa iniziata con “ci vorrà un mese al massimo, si può fare tutto quello che vuoi e costerà X” … Da Luglio non abbiamo ancora finito, dopo una settimana sono iniziati i “abbiamo trovato un imprevisto, imprevedibile: la tua casa ha le travi portanti nel pavimento, oooo” ed il costo é arrivato a 3X.

      Tornando sull’argomento vero: mi farebbe piacere conoscere l’esito dei tuoi test e se ti va, senza pubblicare il nome del committente, vorrei dedicare un articolo anche al tuo progetto se mi mandi delle foto, schemi e sketch di quello che hai realizzato.

    • primo pazzo on 20 novembre 2014 at 13:15
    • Reply

    Caro Mauro, la colpa e tutta della ostètrica che quando vede uscire il nascituro non chiede alla mamma cose il bimbo fare da grande. Comunque ritornando alla richiesta di roberto di passare cavi che provengono da Arduino insieme a quelli della 220v, se dovresti avere problemi prindi la schermatura del cavetto e mettila col negativo di alimentazione di Arduino.

    1. Non potrei essere più daccordo .. quando è nato mio figlio ho chiesto all’ostetrica: vorrà mica fare l’architetto da grande ?

    • Roberto on 20 novembre 2014 at 19:50
    • Reply

    Buona sera Mauro e Pietro,
    tralascio le modifiche che considero, rassegnato, un must della categoria sopracitata ( già la parola archxxxxxx mi fa girare…). Siamo in stallo con questo lavoro perché urgono una spa ed un altro lavoro per S. Ambrogio che tutti gli anni se non si consegna per tale data succede un putiferio.. (“ma lei lo sa che ho già fatto lo stagionale per sciare?” “E adesso dove passo le feste natalizie” “se iniziavate prima…” “non può lavorare anche domenica? “). Cmq vi farò sapere. Ok Pietro farò come faccio con gli impianti antintrusione, grazie.
    O Mauro ho letto altri tuoi progetti…ma quanto ne sai?! Complimenti! A presto

    1. Ciao Roberto,
      non invidio chi è costretto a lavorare con quella categoria di “professionisti”, io per fortuna ne sono venuto in contatto solo per una ristrutturazione 🙂 e mi sono bastati.

    • Rodolfo on 23 novembre 2014 at 16:41
    • Reply

    Buongiorno,

    ho fatto un corso su PLC e vorrei sapere se potrei chiedere dei consigli a Pietro o chi più se ne intende per creare per diletto un programma di base…magari forse avrei anche altri supporti che conosco personalmente.

    Saluti

    1. Ciao Rodolfo,
      pubblico il tuo commento lasciando a Pietro la possibilità e volontà di risponderti.

    • primo pazzo on 25 novembre 2014 at 19:52
    • Reply

    Ciao Rodolfo,
    su quale macchina avete lavorato e quale il linguaggio di scrittura?.

      • Rodolfo on 26 novembre 2014 at 10:46
      • Reply

      Ciao!

      PLC Siemens Simatic S7-300. Step 7.

    • primo pazzo on 27 novembre 2014 at 13:18
    • Reply

    Ciao Rodolfo,
    immaginavo,
    se hai voglia e tempo di imparare, con un piccolo investimento di qualche centinaio di euro, ti consigli di prendere in considerazione il simulatore di PLC AW-SYS dell’ autoware.com dell’ing.Talamo.

      • Rodolfo on 27 novembre 2014 at 14:38
      • Reply

      La domanda è: come si può imparare comprando un simulatore? In modo che sia chiaro a tutti.

    • primo pazzo on 29 novembre 2014 at 19:13
    • Reply

    La risposta è: i PLC si usano in campo industriale e i citati simens sono a bordo di macchine molto complesse che alcune volte arrivano anche al miglione di euro, ci vuole molta pratica e tanta teoria, per far funzionare tutto. Wettel campione del mondo di formula uno, usa un simulatore di guida per migliorare le sue prestazioni.

    • Rodolfo on 29 novembre 2014 at 22:46
    • Reply

    Ciao
    il problema e’ che sono disoccupato in questo momento e la mia era una idea….comunque consigliero questo simulatore ai miei conoscenti….grazie..

    • Roberto on 7 dicembre 2014 at 18:36
    • Reply

    Ciao Mauro,
    sto lavorando con una scheda 4 relay e mi chiedevo se fosse normale che i led di segnalazione a bordo di questultima si illuminino a riposo e/o con un comando LOW e si spengano con comandi HIGH.
    Inoltre ho modificato uno sketch per una shield GSM senza eisiti positivi e vorrei farti avere il codice, ma non ho capito dove lo posso “incollare” all’ interno del tuo sito per fartelo verificare. Grazie

    1. Ciao Roberto,
      il funzionamento dei led della tua scheda mi fa pensare che sia collegata in modo errato o che sia una scheda fatta per funzionare con valori contrari.
      Non è possibile incollare sketch da alcuna parte nel blog in quanto non arrivano leggibili ed in ogni caso non riesco a verificarli per mancanza di tempo, quello che possiedo lo dedico a progetti su commissione ed a sperimentare per nuovi articoli.

      Quello che posso fare, se commenti un articolo in cui si parla dell’argomento su cui desideri spiegazioni è fornirtele, tu non comprendi qualcosa sui miei sketch, li commenti, ed io cerco di chiarirti ogni dubbio.

    • Roberto on 8 dicembre 2014 at 15:34
    • Reply

    Grazie. Dopo varie ricerche e diverse prove sono giunto alla conclusione che la scheda lavora così e basta. Il mio problema è più di logica che di reale funzionamento, infatti i contatti delle bobine seguono i comandi inviati nell’ esatto ordine e stato….i led sono per capirci “negati”.
    Mi interessa particolarmente la tua attività di progetti su commissione: ne ho uno tra le tempie che mi risolverebbe diverse situazioni. Possiamo parlarne noi due? Buona serata

    1. Ciao Roberto,
      per i progetti su commissione puoi scrivere alla casella info del blog, quella da cui ti arrivano anche le risposte ai commenti.
      Sarò felice di valutare la fattibilità della tua idea e scoprire se posso auitarti.

        • Roberto on 12 dicembre 2014 at 19:21
        • Reply

        Ciao Mauro,
        forse non è la discussione giusta, ma ho un problema grave in quanto sono stretto con i tempi di consegna lavori e non riesco più ad usare il software di Arduino! Ho provato a seguire le istruzioni per interfacciare la scheda di Arduino con Twitter. Seguendo passo passo tutto ok fino a quando mi ha dato “connessione fallita”. Ho lasciato stare per riprovarci più tardi ma quando ho provato ad aprire alcuni progetti: “launch4j”. Ho la versione 1.6 e la 1.5.8. Non riesco nemmeno a disinstallare i software perché mi dice che alcuni elementi sono in uso in qualche programma. Riavviato e niente. Cosa posso fare? Grazie!

        1. Ciao Roberto,
          la cosa migliore è ricercare nel computer quale programma sta causando il blocco.
          Suppongo sia java poiché mi scrivi di un “launch4j”

            • Roberto on 15 dicembre 2014 at 12:27

            Ciao, proverò a cercare come mi dici. Ti farò sapere. Grazie

    • Roberto on 9 dicembre 2014 at 21:02
    • Reply

    Grazie coscritto!

    • Roberto on 15 dicembre 2014 at 20:35
    • Reply

    Ciao, proverò a cercare come mi dici. Ti farò sapere. Grazie

    • gabriele on 22 gennaio 2015 at 19:48
    • Reply

    Ciao a tutti, premetto che sono un profano del campo ma con una grande passione per l’elettronica e ovviamente per Arduino. Volevo sapere da voi se è possibile comandare un rele per gli impianti elettrici tradizionali (tipo finder) con arduino. Se si, esiste un grafico o un’immagine che mi chiarisca come collegare i due. Grazie mille

    1. Ciao Gabriele,
      se dovessi controllarlo io userei una shield relay come simulazione di un pulsante connesso al relay per impianto elettrico.

        • gabriele on 23 gennaio 2015 at 22:53
        • Reply

        Grazie mille….. ma secondo te sarà possibile poi controllare lo stato del rele e quindi verificare se la luce è accesa o spenta?

        1. Ciao Gabriele,
          lo stato puoi memorizzarlo in una posizione della EEPROM oppure dovrai costruire un circuito connesso all’uscita del relay che restituisca uno stato 0 o 1 all’arduino, considerando che arduino funziona a 5v e che sarebbe meglio metterci un optoisolatore.

    • Gabry75 on 20 febbraio 2015 at 13:35
    • Reply

    Buongiorno a tutti, sono un elettricista “tradizionale” da sempre appassionato al mondo tecnologico e quindi ovviamente ad Arduino. Sono rimasto molto ammirato da questo progetto e da tutte le persone che se ne stanno interessando! Conosco bene il costo di un impianto domotico “ufficiale” ( vedi i vari byme vimar e myhome ticino) quindi avere a disposizione dei mezzi alternativi ad un prezzo nemmeno lontanamente paragonabile mi interessa e come!!!
    Naturalmente l’oggetto del mio intervento non é finalizzato solo al farvi tutti i miei complimenti, in primis al signor Mauro per il suo sito da dove più di una volta ho trovato consigli utili chiarimenti.
    Volevo appunto parlarvi di un punto fondamentale (secondo me) per la realizzazione di impianti reali e affidabili con arduino.
    Premetto che parlo da “relativamente esperto” in campo di microcontrollori e quindi le mie non sono affermazioni ma semplici considerazioni e vorrei sapere il parere di chi puó saperne più di me o da chi ha giá realizzato questo tipo di impianti come Pietro appunto.
    Arrivo al punto: l’ultima mia realizzazione riguarda il comando e la centralizzazione di comando di 4 tapparelle con un unico arduino uno. Nel mio sketch ho previsto di attivare le resistenze di pull up interne ad arduino per evitare di mettere quelle di pull down sui pulsanti (o comunque nella scatola dov’è il microcontrollore). Quando l’ho fatto ho pensato: perché dovrei pormi il problema di disturbi sulla 5v che gira nell’impianto quando posso usare come comune dei saliscendi direttamente il GND di arduino? Qualcuno potrebbe osservare che la questione disturbi é risolvibile con cavi schermati, filtri, fotoaccoppiatori, tubazioni dedicate e chi più ne ha più ne metta. Io penso che comunque 5v resta sempre un valore abbastanza piccolo da gestire e c’é sempre la questione “caduta di tensione” su certe distanze. Alla fine quello che vorrei sapere è se secondo voi l’uso della massa di arduino sui pulsanti (o interruttori, deviatori e quello che volete) attivando le pull up interne:
    A) Interessante da approfondire nonché vantaggioso.
    B) Bella pensata ma ai fini dell’affidabilitá non apporta sostanziali vantaggi.
    C) Ci hai provato…ma peggioreresti le cose ( in questo caso perché?).
    D) Cambia lavoro. 🙂
    Grazie a chi vorrá approfondire l’argomento!

    1. Ciao Gabry,
      pubblico il tuo commento perché persone più esperte di me nella realizzazione di impianti possano darti una risposta utile a tutti.

    • Gabry75 on 20 febbraio 2015 at 18:36
    • Reply

    Grazie per aver pubblicato il mio quesito! Attendo con impazienza chi vorrá dire la sua! Personalmente sono PRO a questo tipo di impianti ma purtroppo non c’é ancora una diffusione tale da poter tirare delle somme e francamente non mi andrebbe di fare prima la figura di super eroe che ha fatto risparmiare al cliente una barca di soldi facendogli un impianto fighissimo per poi passare a strafigura di emme se l’impianto inizia a avere comportamenti “anomali”. Sono un pó fifone? Forse…ma voglio dormire tranquillo! Purtroppo il banco prova é una cosa, la casa di un cliente ne é un’altra…

    • primo pazzo on 21 febbraio 2015 at 19:26
    • Reply

    Ciao Gabry,
    rispondo alla tue domande di affidabilità e cadutadi tensione:
    1) casa mia sta funzionando da quasi un anno senza problemi, e su quattro livelli con 24 punti luce per il momento.
    2)prima di fare l’infilaggio ho collegato una matassa intera di cavo di allarme 2x 0.50+4×0.22 tra Arduino 1 e una 506 della sala e tutto funzionava bene.
    Comunque se usi ancora Arduino 1 scaricati la versione lite dell AUTOWARE, del mio prof. Umberto Talamo.

    • Gabry75 on 22 febbraio 2015 at 01:32
    • Reply

    Ciao Pietro, grazie della risposta, appena si presenterá qualche occasione inizieró ad usare anch’io questo tipo di soluzione, magari non un impianto intero peró se qualcuno mi chiederá qualcosa di “particolare” lo piazzo sicuramente! Assodato il fatto che il sistema abbia margini di affidabilitá tali da venire impiegato su qualche impianto e che il 5v non dia problemi, mi potete dare un parere tecnico sul fatto di utilizzare (almeno per quanto riguarda i pin di ingresso) il GND della scheda, perché noto che in nessun forum in rete se ne parla, sembra quasi che sia una funzione da banco di prova e basta, possibile che solo io ci veda dei vantaggi? Come per esempio non dover usare resistenze esterne? Grazie!

      • primo pazzo on 23 febbraio 2015 at 21:38
      • Reply

      Caro collega,
      l’unico vantaggio che hai è che non usi le resistenze sui pulsanti, ma la 5V viaggia comunque dal Pin di ingresso, domanda se vuoi fare dei pulsanti luminosi nelle 503,come fai?. Mettiamo il caso che prendiamo una tastiera con dei numeri e simboli, inseriamo uno o più contatori nel codice, che dopo un certo numero di impulsi mi attivano una uscita(chiudono un contatto), il quale mi attiva una centrale di allarme, come faccio a sapere che il codice che ho messo e giusto se non ho una segnalazione luminosa/acustica? forse avere il positivo li a portata di mano è molto utile per tante opzioni( cosi lasciamo spazio alla fantasia).
      Io la frittata la faccio con il pecorino e tu? Prego!

      1. Ciao Primo Pazzo,
        sei troppo forte .. anche a me la frittata piace con il pecorino 🙂

          • primo pazzo on 24 febbraio 2015 at 14:52
          • Reply

          scusami se sono stato poco presente, ma sto studiando per il diploma di quest’anno.
          Promesso, come mi libero un po’ dai tanti impegni, metto giu il codice per un cancello automatico comandato da arduino con tanto di simulazione e poi ti mando tutto.

          1. Grande Primo Pazzo 🙂
            Dedicati allo studio !!!

    • Gabry75 on 23 febbraio 2015 at 23:51
    • Reply

    Ok ok…..afferrato il concetto! Comunque la versione Lite del programma l’ho giá scaricata e ci ho smanettato un pó…molto carino direi ma soprattutto facile da usare! Un giorno potrei valutare l’acquisto del software completo. Grazie!

      • primo pazzo on 24 febbraio 2015 at 08:45
      • Reply

      Bravo ragazzo,
      be è stato pensato per me e quellI come me che non masticano il DEV C++., anche se è stato fatto da un prof. che insegna INFORMATICA a scuola, ma con tanta esperienza sul campo industriale e l’uso dei PLC Siemens.

    • Carlo on 6 settembre 2015 at 16:34
    • Reply

    Vorrei sostituire l’impianto di illuminazione di casa, realizzato in modo classico con relè bistabili finder, con una soluzione “domotica fai da te” analoga a quella fatta da Pietro,e qui postata. Sono però restio a far comandare l’azionamento delle luci di casa da una scheda relay “tipo sainsmart”,cineseria di dubbia qualità e affidabilità, considerato il costo. Potrei mantenere i rele bistabili e interfacciarvi la scheda relay, ma una soluzione come quella di Pietro sarebbe certamente preferibile, visto che abbatte notevolmente i costi e porta i 5V a tutti i punti luce dove vi sono i pulsanti, permettendo l’integrazione di sensori utili quali: pir, temperatura e umidità,…
    Visto che il post risale ad ottobre, presumo che la soluzione attuata da Pietro abbia ormai un anno di funzionamento “operativo”, mi piacerebbe pertanto avere un feedback da Pietro riguardo l’affidabilità dell’hardware e della soluzione adottata dopo un anno di utilizzo.

    1. Ciao Carlo,
      lascio il tuo commento on-line in modo che Pietro lo possa vedere e risponderti.

      • prima pazzo on 6 ottobre 2015 at 21:47
      • Reply

      Buonasera Carlo e Mauro,
      per il momento tutto bene non ci sono variazioni di funzionamento, apparte le continue modifiche di miglioramento al sotware,
      comunque sono passati quasi due anni e non uno caro Carlo, mi sono regalato arduino uno a natale del 2013 durante le vacanze di scuola ho fatto i primi test e poi quando il sotware per arduino mega era pronto ho montato tutto verso la fine di gennaio.
      Per quanto riguarda i relè cinesi io li ho tenuti per un anno sempre eccitati per vedere cosa succedeva, nel senso che usavo il contatto normalmente chiuso invece di quello normalmente aperto, comunque per il costo che hanno io ne ho 5/6 di riserva, se poi invece di saldirli prendi i connettori femmina poi sostituirli velocemente in caso di guasto.

      1. Grazie !!!

        • Carlo on 14 ottobre 2015 at 20:05
        • Reply

        Grazie! Mi hai dato un riscontro utile ed esaustivo.

        1. Ciao Carlo,
          sono contento.

    • Angelo on 15 settembre 2015 at 16:00
    • Reply

    Ciao buon pomeriggio mi sono da poco cimentato nel mondo raspberry ho acquistato un raspberry pi b, un modulo rfid e un modulo 16 rele. Sono in fase di ristrutturazione e volevo implementare l’impianto elettrico con delle tapparelle automatiche. Io speravo che raspberry fosse facile da programmare maaa…. non riesco a capire come si fa. Sono solo riuscito ad installare il S.O. adesso vorrei proseguire il mio progetto. Potreste darmi unamano un aiuto per favore.
    Non riesco neache a capire come va connesso al raspberry sia il modulo rfid che il modulo relè. Per quanto riguarda il funzionamento vorrei questo, alla pressione di un pulsante per la salita, ed un pulsante per la discesa, si muovono 12 tapparelle appunto in salita e le stesse in discesa ma usando diversi rele. Esempio, in salita il comando lo darebbero i rele 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 ed discesa 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 per un tempo regolabile all’occorrenza. Grazie a tutti spero che mi date qualche aiuto, ve ne sarei grado

    1. Ciao Angelo,
      Raspberry non è il più semplice sistema per realizzare quello che ti occorre.
      In ogni caso puoi leggere qualche progetto su raspberry sul blog per capire come funziona e avere una semplice interfaccia grafica di supporto a quello che desideri realizzare.

    • veniero on 3 dicembre 2015 at 20:24
    • Reply

    ciao mauro ma tu come hai interfacciato gli ingressi; mi spiego meglio hai usato sesistenze in ingreso
    e verso massa ?
    se possibile avere lo schema elettrico di interfacciamento ingressi.
    ciao a presto

    1. Ciao Veniero,
      lascio a Pietro la risposta come autore del progetto.

    • primopazzo on 10 dicembre 2015 at 20:37
    • Reply

    Ciao Veniero,
    devi usare una resistenza da 1k verso massa di tutti gli ingressi che usi, se hai un pulsante devi dare il positivo della 5V in un morsetto e nell’altro ci metti l’ingresso, se porti anche il negativo al pulsante colega una resistenza da1K tra negativo e ingresso.

    1. Grazie Pietro per la risposta.
      TI chiedo la cortesia di utilizzare sempre lo stesso pseudonimo e la stessa email in modo che i tuoi commenti di risposta siano già approvati e non debba tu attendere che io li approvi.

        • primo pazzo on 12 dicembre 2015 at 08:26
        • Reply

        OK

    • primo pazzo on 18 dicembre 2015 at 13:47
    • Reply

    Viniero ovviammente una per ogni ingresso

    • Antonio on 4 luglio 2016 at 22:17
    • Reply

    Ciao,
    io avevo in mente un progetto identico a quello realizzato qui. Anche io avrei creato una scatola a bassa tensione per i comandi creando un impianto “arduino centrico”.
    Non sono però un elettricista e per farlo ho chiamato un elettricista, se non altro per avere subito a disposizione cavi scatole di derivaione ecc.
    L’elettricista mi ha vivamente sconsigliato di mettere un controllore al centro dell’impianto perché se si rompe il controllore sono a piedi con parecchi punti luce, tapparelle ed altro. Lui dice che l’impianto deve essere tradizinale, mettendo dei teleruttori per l’accensione da più punti della luce da diversi pulsanti. Arduino si collegherenne a questo teleruttore poi, così fungerebbe semplicemente da pulsante premuto. in questa maniera, se si rompe arduino continuo ugualmente ad accendere le luci dai pulsanti e l’unica cosa che non mi funziona è l’accensione da tablet.

    Voi che avete fatto un impianto “arduino centrico” mi dite la vostra esperienza a distanza di tempo? l’impianto regge bene o si rompe spesso lasciandovi a piedi? grazie se riportate le vostre esperienze. Io purtroppo devo sapere dare una risposta all’elettricista il più presto possibile.

    1. Ciao Antonio,
      il tuo elettricista ti ha certamente dato un buon consiglio.
      Trovo che usare esclusivamente arduino per il controllo delle luci e similia, come ogni centro di un impianto, sia passibile di unico punto di fault che mette fuori combattimento il tuo impianto.
      Se posso permettermi un consiglio affiancherei Arduino usandolo come un pulsante standard di accensione, mediante relay, solo invisibile e controllabile da tablet.
      Sulle rotture ignoro i dati statistici, posso dirti che uno dei miei lampadari è controllato da arduino, l’ho realizzato nel 2010 ed ad oggi funziona senza problemi.

    • primo pazzo on 26 settembre 2016 at 00:02
    • Reply

    Ciao Mauro,
    anche qui tutto funziona
    PERFETTAMENTE……….

    1. Ottimo Pietro !!

    • Diego on 13 dicembre 2016 at 14:55
    • Reply

    Ciao a tutti,
    sono un appassionato di tecnologia in genere (invece la moglie no), sto ristrutturando casa ma inesperto sulla parte elettrica/elettronica volevo chiedervi un favore per realizzare una mia idea.
    Stiamo facendo l’impianto elettrico in modo tradizionale ma vorrei mettere un Arduino o un Plc (codesys) in parallelo all’impianto, spiego:
    l’idea è di creare un cervello che possa velocizzare alcune abitudini di casa abbassare le tapparelle quando si esce, alzare le tapparelle quando si entra, aprire il cancellone elettrico e la porta del garage contemporaneamente, fare dei scenari, comunicare con la vmc con una uscita analogica 0-10v ecc ecc…
    il tutto deve essere parallelo all’impianto esistente così che per causa di un guasto o il software in fase di modifica la casa sia sempre attiva.
    aspetto vostre idee e consigli
    Grazie
    Diego

    1. Ciao Diego,
      lascio il tuo commento on-line perchè altri appassionati, più esperti, possano darti risposta.

    • Skandy on 16 gennaio 2017 at 06:59
    • Reply

    Ciao Diego
    Tutte le utenze che hai detto sono comandate generalmente da un contatto esterno aperto/chiuso che può essere realizzato da un banale pulsante o da un relè che nessuno vieta di mettere in parallelo. Le tapparelle avranno pulsante in parallelo al relè comandato da microprocessore, mentre i cancelli il parallelo sarà tra il relè della scheda del telecomando e quello del tuo comandato da arduino o pic che sia. Attenzione che il centralino di controllo del cancello, o quant’altro dotato di telecomando, preveda la possibilità di aggiungere dei contatti esterni di comando, altrimenti saresti costretto a una modifica sulla scheda che di sicuro ne invaliderebbe la garanzia.

    • gabriele on 31 gennaio 2017 at 21:56
    • Reply

    salve mi sono interessato da poco di arduino ed anche io uso autoware ladder tool ma qualcuno di voi sa se si puo programmare in ladder piu schede arduino collegate fra loro ?
    se si come?

    1. Ciao Gabriele,
      lascio il tuo commento on-line per chi ne sa più di me in merito.

    • Francesco on 13 febbraio 2017 at 10:36
    • Reply

    Buongiorno Sig alfieri ho un piccolo dubbio ho realizzato con mega ethernet e schede relay un progetto per gestire le luci di casa fin qui no problema ho anche programmato d
    Gli input che grazie ad altri rele 26.02 doppio contatto mi vedrò lo stato fin qui perfetto ho solo un dubbio dato che si tratta di relay ci possono essere disturbi se si come li elimino per ardu che alimentatore mi consigli

    1. Ciao Francesco,
      ti riferisci ai disturbi derivanti dai primi relay o dai secondi?

    • Francesco on 14 febbraio 2017 at 10:06
    • Reply

    Si i relay Finder il problema è che ogni tanto arduino si impalla nn carica più la pagina web e lo fa quando viene prenoto sia il tasto fisico che quello della pagina ci sono volte che lo fa volte che nn lo fa

    1. Ciao Francesco,
      non ho compreso a quali ti riferisci, i Finder sono quelli ce attuano il volere arduino o quelli che ti restituiscono il feedback?
      In ogni caso se il problema si verifica in concomitanza a due eventi che insistono sul medesimo stato dello sketch ( pulsante + web in contemporanea ) potrebbe essere un errore nello sketch e ti può aiutare il monitor seriale per individuarlo.

    • Francesco on 14 febbraio 2017 at 11:38
    • Reply

    La scheda rele e collegata ad arduino mentre come punti luce ho dei pulsanti con relay Finder ad ogni relay della scheda relay ho portato tutti i fili dei pulsanti

    Come hai fatti tu credo

    Quello che è come è possibile che sto giochetto di farmi impazzire arduino lo fa solo su 2 punti ? Può essere che arduino riceve delle interferenze dalla relay ? Eppure i relay Finder sono nelle cassette il mega e la svhild ethernet in basso e la scheda relay a più di un metro di distanza

    1. Ciao Francesco,
      non comprendo il tipo di collegamento ma penso che sia poco importante per risolvere il problema.
      Prova a rileggere quello che hai scritto e chiarirmi dove hai messo i relay e dove l’arduino, la ethernet e la scheda relay.
      Considera che la scheda relay potrebbe essere la causa se non è optoisolata.

    • Francesco on 14 febbraio 2017 at 16:24
    • Reply

    La scheda in una cassetta vuota arduino e svhild a distanza di più di un metro sempre in una casetta a muro vuota mentre i relay Finder che comando stanno nelle cassette in alto dove ci sono i collegamenti

    1. Ciao Francesco,
      quale scheda hai in una cassetta vuota ? quella relay?
      La shield montata con l’arduino qual’è ?

    • Francesco on 15 febbraio 2017 at 19:48
    • Reply

    Uso la w5100 con arduino mega in una cassetta a muro la scheda o relay e In una seconda cassetta vuots a muro

    In parole povere ho messo tutti i componenti a distanza per le interferenze e il problema sorge con dei faretti e con un lampadario il codice va bene peche ho provato a cambiare Pin ma è sempre quello

    1. Ciao Francesco,
      i relay sono optoisolati ?
      Io consiglio di utilizzare solo relay optoisolati per evitare che interferenze possano ripercuotersi sulla scheda Arduino.

    • Francesco on 16 febbraio 2017 at 14:07
    • Reply

    Si uguali hai tuoi e per questo nn capisco questo fenomeno.

    Oltre a questo problema vorrei un consiglio su che alimentatori devo usare volevo prendere qualcosa di buono e nn una cineSata che consigli

    1. Ciao Francesco,
      se sono optoisolati è strano che tu rilevi delle interferenze, sei certo che non arrivino dagli altri relay? quelli di ritorno? Sono optoisolati anche quelli?
      Premetto che il progetto è di Pietro, come leggi già nel titolo, e vedi nella descrizione per cui lascio che sia lui a poterti dare altri consigli, considera solo che già i relay, se sono gli stessi della foto, sono di fabbricazione cinese come probabilmente anche la W5100 ( a meno che non sial l’originale arduino ).

    • Francesco on 16 febbraio 2017 at 18:31
    • Reply

    No sono cinesi per il contorno stato uso i relay Finder 26.02 a doppio contatto di cui uno ha un contatto pulito che lo alimento da arduino e il ritorno va come input nella arduino come controllo stato ma la cosa più sana e che lo fa solo su 2 utenze specifiche ok mauro grazie spero Pietro possa aiutarmi grazie ancora

    • Francesco on 6 marzo 2017 at 10:01
    • Reply

    Buongiorno mauro sto realizzando un impianto cdi domotica per accendere e spegnere le luci di casa e sapere lo stato reale adoperando dei relè 2602 finder bipolari in durante le prove da banco ebbi dei disturbi che mi impallavano ardu mandando lo in reset o risolto mettendo un condensatore alla bobbina del finder. Il mio problema è che se metto arduino con svhild w5100 e scheda relay e la luce da comandare si impalla se separo ardu e luce va bene come mai ? Mi hanno detto di mettere un condensatore su pin reset e gnd

    1. Ciao Francesco,
      che intendi “si impalla” resta accesa? resta spenta?
      Il monitor seriale che info ti restituisce?

    • Francesco on 9 marzo 2017 at 08:04
    • Reply

    Ragazzi ho risolto era perché durante le prove a banco nn ho inserito agli altri input le resistenze quindi erano pin fluttuanti

    1. Ottimo Francesco, grazie per aver condiviso la tua espserienza.

    • Francesco on 9 marzo 2017 at 08:07
    • Reply

    Ragazzi sOno sempre francesco ricapitoliamo il tutto sono all ultimo passaggio : sto usando arduino mega e schild w5100 scheda rele per gestire le luci di casa userò dei relè 2602 per il controllo stato il cui ritorno collegato in pulldown su arduino mi farà sapere lo stato.Vorrei realizzare una scheda input e vorrei qualche consiglio su come costruirla .Un altra cosa grazie mauro alfieri

    • luigi on 9 maggio 2017 at 17:03
    • Reply

    Ciao, ne approfito di questo splendito articolo per chiedere aiuto;
    x Francesco; anch’io sono interessato ad un progetto del genere, possiamo sentirci x email?
    sono agli inizi …. oltre a te chiunque è disposto aiutarmi sarà ricompensato
    mia email: [rimossa per privacy]

    grazie

    1. Ciao Luigi,
      l’email è stata rimossa per evitare che i bot di spam la usino a tuo danno.
      Il sito è continuamente scansito da bot in costante ricerca di email da utilizzare come bersaglio.
      In merito alla tua disponibilità e alla voglia di collaborazione, che sostengo volentieri, posso suggerirti di cercare un metodo alternativo di contatto come ad esempio un social network o simile per poi accordarvi.

    • Luca55 on 1 giugno 2018 at 19:13
    • Reply

    Ciao Mauro, ma hai chiuso il sito?vedo che non pubblichi più.
    ciao buona serata e grazie del tempo che ci regali

    1. Ciao Luca,
      sto lavorando ad un progetto che presto vedrai pubblicato ed a volte mi porta via così tanto tempo che non riesco a scrivere con regolarità i miei articoli.

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